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LA DIVINA COMMEDIA

La Divina Commedia di Dante Alighieri (1265-1321) é la maggiore e piú complessa opera della letteratura italiana e forse di ogni secolo.
Dante diede al suo capolavoro il titolo di Commedia, in quanto al suo tempo il vocabolo non aveva un significato teatrale secondo il senso moderno del termine, ma indicava un componimento di stile vario e con azione conclusa da un lieto fine.
Dante volle usare il volgare anziché il latino (la lingua dei dotti), perché intendeva rivolgersi a tutte le coscienze con un linguaggio persuasivo e accessibile, di profondo contenuto morale, religioso e civile.
Il Boccaccio, grande ammiratore del Poeta, aggiunse successivamente al titolo l´aggettivo divina.

L´opera é suddivisa in tre grandi parti (o cantiche): l´Inferno di 34 canti, il primo dei quali é introduttivo a tutto il Poema; il Purgatorio di 33 canti, il Paradiso, anch´esso di 33 canti: in tutto 14.233 versi endecasillabi raggruppati in terzine.
Nei tre grandi quadri dell´opera – Inferno, Purgatorio, Paradiso - Dante esprime, con i mezzi di una fantasia che non é stata mai eguagliata, la forza delle proprie convinzioni civili, morali e teologiche.

Il Poeta descrive, in forma di visione, un immaginario
viaggio da lui compiuto nei regni dell´oltretomba dall´8 al
15 aprile del 1300.

In quel momento Dante aveva trentacinque anni e si sentiva vigorosamente ansioso di una purificazione che lo sollevasse dallo smarrimento nel quale era caduto dopo la morte di Beatrice.
Egli immagina, nell´apertura del poema, che la donna amata, mossa a pietá, prepari per lui, attraverso l´intercessione della Vergine, la via della salvezza.
Beatrice, dal Paradiso, scende pertanto nel Limbo, la regione dell´Inferno dove si trovano i grandi spiriti che non conobbero la fede cristiana,e prega Virgilio di soccorrere Dante e fargli da guida. E Virgilio (che nel poema simboleggia la ragione che vince il peccato e dispone l´anima ai beni supremi) accompagna e conforta Dante per i nove cerchi dell´Inferno e per le sette cornici del Purgatorio.
Giunti al Paradiso terrestre, che é una felice foresta oltre la settima balza del Purgatorio, Virgilio che non puó procedere oltre perché non ha ricevuto il battesimo, scompare, e scende dal cielo Beatrice, in una miracolosa nube di fiori. Sará lei, da qui in avanti, la guida del mistico pellegrino, colei che lo condurrá, per i nove cieli dei beati, fino al soglio di Dio.

La Divina Commedia parte dall´ idea dell´espiazione personale di Dante, ma acquista via via la forza e l´ampiezza di un´opera che riguarda tutta l´umanitá; una potente sequenza di personaggi e di visioni nelle quali gli uomini si possono specchiare per riconoscere le proprie colpe e per apprendere le vie che conducono alla salvezza eterna.

E Dante ebbe piena coscienza della missione morale di questo poema al quale hanno dato materia di meditazione e di poesia il cielo e la terra: la sua figura di giudice e di credente si fa, da cantica a cantica, da episodio ad episodio, sempre piú rigorosa, alta e appassionata.

Ci offre l´immagine di un uomo che nel travaglio delle cose terrene – dagli affetti piú intimi alle passioni politiche – ha saputo riconoscere, e indicare all´umanitá, le supreme vie dell´anima.